PATRIZIO ROVERSI & SYUSY BLADI: due "Viator" per caso...

a cura di Riccardo ZAVATTA

Cari amici, è con enorme piacere che pubblichiamo la simpatica intervista che ci è stata concessa da due VIATOR D.O.C.: Patrizio Roversi e Syusy Bladi. Da anni protagonisti di viaggi incredibili in giro per il mondo, hanno fatto conoscere a milioni di telespettatori località spesso poco frequentate dal turismo di massa che, dopo la loro trasmissione sono diventate mete "culto".

Nelle righe che seguono scopriremo insieme alcuni aspetti del loro lavoro ed i loro gusti in fatto di cucina locale, mezzi di trasporto ed altro ancora!

Anche questa intervista, con relativo scambio di materiale, si è svolta grazie alla nostra amata Internet!

D: Dopo i successi di “Turisti per caso”, anche “Velisti per caso” si è rivelata un cavallo vincente. Ancora oggi riuscite a mantenere inalterato lo spirito goliardico che contraddistingueva le vostre prime uscite. Qual’è il vostro segreto?

 R: L’incoscienza. Velisti è un’avventura nella quale, credo, nessuna persona con un minimo di ragionevolezza si sarebbe “imbarcata”.

Per tanti motivi: dal semplice fatto di attraversare un paio di oceani senza essere marinai, alle difficoltà tecniche, ai costi dell’impresa e tanto altro. Ma per fortuna c’è l’incoscienza che ci assiste e ci solleva quando la riflessione seria potrebbe buttarci nel panico e farci decidere di restare a casa.

 D: Durante i vostri viaggi avete utilizzato i mezzi di trasporto più disparati. Qual’è quello in assoluto più inusuale e strano?

R: Per quanto mi riguarda non ho dubbi: sono i miei piedi. Sì, i piedi usati come vero e proprio mezzo di trasporto e non di semplice locomozione. Cioè per compiere viaggi lunghi molti chilometri, come in Nepal.

Syusy sbianca ancora quando pensa al tipo di piccoli e improbabili aerei sui quali ha avuto il coraggio di salire…

D: Nel corso dei vostri viaggi avete avuto la possibilità di assaggiare le numerose cucine locali. Qual’è stato il piatto dal sapore più particolare che ricordate? 

R: La lista potrebbe essere veramente lunga: dai serpenti agli insetti. Ma ho la sensazione di avere ingurgitato roba della quale non ho colto la vera natura. Specialmente durante visite a popolazioni antropologicamente molto distanti dall’occidente, mi è capitato di non capire bene la descrizione di ciò che mi veniva offerto. E’ quindi probabile che non abbia neppure l’idea esatta idea di cosa sia riuscito a ingoiare in giro per il mondo. Ma forse è meglio così. 

D: Patrizio, un emiliano amante della buona tavola come te, in quale posto del mondo si sente di più a casa propria dal punto di vista gastronomico? 

R: Ma è chiaro: in Emilia!

D: La puntata di “Turisti per caso” che ricordo con maggior piacere è quella che avete girato nel famoso Albergo di ghiaccio, con Syusy che era arrivata per prima all’appuntamento che vi eravate dati mentre Patrizio si è attardato per una divertente cena in un ristorante alla moda. Che ricordo vi è rimasto di questo episodio? 

R: Un’incavolatura di Syusy che non dimenticheremo né io né lei. Anche perché era autentica. E aveva ragione: l’avevamo lasciata digiuna ad aspettarci.

D: Nato come contenitore di tutto quello che  le immagini televisive non hanno potuto spiegare, “Quello che abbiamo capito del mondo facendo i TURISTI PER CASO” (Edizioni EINAUDI, anno 2000), è un divertente libro basato sui vostri ricordi di viaggio che esprime la vostra opinione su persone, luoghi, profumi e sapori dei luoghi da voi visitati. Da chi di voi due è nata l’idea di questo libro? 

R: Da Syusy. Non che io non ci pensassi, ma lei ha più iniziativa di me. E di solito arriva prima.  

D: Il finale è aperto ad un eventuale seguito. A quando? 

R: Mi sa presto. Syusy è già lì che raccoglie appunti e che mi chiede conferme di ricordi, opinioni. Insomma, mi sa che ci sto già lavorando senza saperlo.  

D: Qual’è il rapporto che avete con la vostra città, Bologna? 

R: Ci stiamo bene come tutti i bolognesi e ci lamentiamo come tutti i bolognesi del traffico, dell’inquinamento, dei prezzi e così via. Pensiamo di scappare da un’altra parte e poi siamo sempre più radicati qui. In conclusione,  il normale odio-amore che si ha  sempre per la propria città.  

D: Con quale aggettivo indentifichereste Bologna? 

R: Ne ha già tanti, la dotta, la grassa… Forse la chiamerei la “Balanzona” che comprende tutti  gli aggettivi attribuibili a questa città tranquillona, golosa, sagace e autoironica. 

D:  Quando avete un periodo di pausa e decidete di prendervi una vacanza, preferite “girare” per l’Italia oppure tornare in una delle tante località estere visitate per lavoro?

R: Stiamo a casa. Ci mancherebbe…

Non ci rimane che ringraziare Patrizio e Syusy, nonchè la loro collaboratrice Tullia, per l'intervista a Viatoris.it e per la concessione delle belle fotografie a corredo della stessa, augurando un felice proseguimento delle trasmissioni ( e magari il seguito del loro libro)!

 

Roma-Bologna, Aprile  2003

 

 

 

 

 

 

 

Patrizio Roversi e Syusy Bladi

 

 

 

Patrizio Roversi

 

 

 

 

 

Syusy Bladi

 

 

 

Il varo della barca di "Velisti per caso"

 

 

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