STEPHEN KING E IL CINEMA : MATRIMONIO DIFFICILE
di Massimo Fontana

 

 

Se qualcuno si domandasse qual è lo scrittore che più ha ispirato i registi cinematografici, la risposta sarebbe abbastanza immediata : William Shakespeare, che ha prestato la sua opera (senza saperlo…) per più di cinquecento film. Ma, tra gli scrittori contemporanei, la maggiore fonte di ispirazione per film, cortometraggi e serie televisive è senza dubbio Stephen King, il cui nome, più o meno legalmente, appare nei credits di un'ottantina di titoli.
Tutti sanno chi è Stephen King. Molti (quelli che lo conoscono meno) lo definiscono "Il re del brivido" , altri, con maggior cognizione di causa, semplicemente un grande scrittore dei giorni nostri, capace sì di impaurire con mostri e vampiri, ma anche di affascinare con storie che nulla hanno di orrorifico, storie di amicizia e di avventura, o semplici racconti sulla vita di tutti i giorni.
Nel corso degli ultimi trent'anni il mondo del cinema, in primis con Brian De Palma e Stanley Kubrick, ma anche purtroppo con sceneggiatori e registi di serie C, ha saccheggiato l'immensa produzione kinghiana, dai racconti di poche righe ai romanzi di un migliaio di pagine.
I risultati, nella stragrande maggioranza dei casi, sono stati, a dir poco, deludenti.
La maggior parte dei film tratti da Stephen King non ha lasciato la minima traccia nella memoria dei più accaniti cinefili. A volte, chi ama il cinema, ha persino incolpato lo scrittore per un film particolarmente mal riuscito. In realtà, se si eccettuano sporadici casi, Stephen King ha sempre avuto poco a che fare con l'industria cinematografica, che, anzi, a volte, si è appropriata del suo nome per questioni puramente economiche.
Risulta emblematico il caso de "Il tagliaerbe" , pessimo filmaccio del 1992, nelle cui locandine campeggiava, mastodontico, "Tratto da Stephen King". Soltanto dopo una lunga battaglia in tribunale, lo scrittore è riuscito a far togliere il suo nome da una storia che nulla aveva a che fare col suo racconto dallo stesso titolo.
Altre volte , non contenti di aver compiuto uno scempio con il primo film, sono stati girati addirittura dei sequel , come "The mangler" e "The mangler 2" , o come "The children of the corn" ("I ragazzi del grano") , che , dopo essere arrivato al numero 5, è passato direttamente al numero 666 e poi a "The children of the corn - the revelation" del 2001 ! Come se un racconto potesse avere sette sequel….
Anche l'unica (fortunatamente) volta che Stephen King si è piazzato dietro la macchina da presa , ne è scaturito un risultato deludente. Qualcuno ricorda forse positivamente "Brivido", tratto dal suo racconto breve "Camion" , ambientato in una stazione di servizio assediata da macchine impazzite ?
Un discorso a parte meritano le recenti produzioni TV, a cui lo scrittore stesso ha partecipato per tradurre in immmagini molti suoi romanzi e racconti. Il taglio prettamente "televisivo", quindi povero di effetti speciali e di attori di qualità, rende queste Serie TV troppo lunghe e decisamente prive di tensione. Il che dovrebbe far riflettere sulla possibilità di portare sullo schermo (piccolo o grande che sia) la maggior parte delle sue opere.
Comunque, non è proprio tutto da buttare nella cinematografia tratta da Stephen King, anzi.
Quando la trasposizione sullo schermo è stata affidata a registi con la "R" maiuscola, ciò che ne è scaturito si è a volte avvicinato al capolavoro.
Basti pensare a cosa ha fatto Stanley Kubrick con "Shining": ha saputo trasformare, col suo genio, il romanzo "Una splendida festa di morte", ricavandone un film splendido, anche se completamente diverso (soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi) dal libro originario.
Più recentemente, ottimi film sono stati "Le ali della libertà" e "Il miglio verde" di Frank Darabont (tratti rispettivamente dal racconto "Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank" e dal romanzo a puntate "Il miglio verde") , "L'ultima eclissi" di Taylor Hackford (tratto dal romanzo "Dolores Claiborne") e "Misery non deve morire" (tratto dal romanzo "Misery") di Rob Reiner. Sempre dalla mano di quest'ultimo regista, segnalo il film che probabilmente più si avvicina allo spirito del racconto da cui è tratto ; sto parlando dello splendido "Stand by me" del 1986. Chi crede che Stephen King sia soltanto uno scrittore dell'horror, guardi questo film e legga il racconto (nell'ordine che preferisce); fatto questo, si ricrederà e imparerà ad amare la penna dell'eccentrico scrittore del Maine, che da più di trent'anni regala emozioni ai suoi fedeli lettori.


Arrivederci, buona visione e … buona lettura a tutti.
 

Roma, 21 Marzo   2004

 

 

Stephen King

 

 

Locandina di "Stand by Me"

 

 

Locandina di "Misery"

 

 

 

 

 

 

VIATORIS.IT -  Tutti i diritti riservati

Sito amatoriale e non di carattere giornalistico