MONSTER – VIAGGIO NELL’AMERICA CHE NON CONOSCIAMO
di Massimo Fontana

 

 

Monster” è innanzitutto un film che racconta una storia vera. Una storia che, superficialmente, può essere riassunta così: una prostituta diventa serial killer, uccide sei clienti e poi viene giustiziata, dopo dodici anni trascorsi nel braccio della morte.

Tutto qui ? Tutto così semplice? No, niente è semplice o scontato in questa storia.

Aileen Wuornos, così si chiamava la “prima donna serial killer americana” , ha avuto una vita tutt’altro che semplice.
Un’impressionante serie di colpi alla sua innocenza, alla sua dignità, alle sue illusioni, l’ha trascinata sull’orlo del suicidio. Violentata già da bambina , costretta a prostituirsi da quando aveva 13 anni, vive sulla strada e conosce solo la strada. La strada intervallata da bar gonfi di alcool e fumo, continuamente battuta dalla pioggia, illuminata solamente dai fari delle automobili che si fermano per strapparle fugaci attimi di sesso.
Ma quando ogni speranza è finita, improvvisamente, in un bar, il destino inventa l’incontro con la giovane Tyria (che nel film diventa Selby) , che per Aileen diventa un’amica, un’amante, una confidente, l’incarnazione di quell’amore che ha cercato affannosamente per tutta la sua vita.
La malvagità della vita è però soltanto dietro l’angolo e si materializza in un cliente che, dopo aver selvaggiamente picchiato e stuprato Aileen, viene ucciso dalla stessa a colpi di pistola.
Da quel momento in poi l’esistenza di Aileen è una brutale discesa all’inferno, costellata di infruttuosi tentativi di rifarsi una vita e di omicidi ormai del tutto gratuiti, che la porteranno infine nel braccio della morte.

Il film è girato dall’esordiente Patty Jenkins, che ha fortemente voluto portare a termine quest’opera nel modo che desiderava fin dall’inizio.
La Florida rappresentata non è quella dei ricchi pensionati che , solitamente, appare al cinema, ma quella squallida, umida e buia che ha visto muoversi veramente Aileen Wuornos. Alcune delle comparse del film, come ad esempio il barista, hanno conosciuto la vera Aileen ad hanno assistito al suo arresto.

Nella parte della protagonista, vincitrice dell’Oscar grazie a questa interpretazione, un’irriconoscibile Charlize Theron, ingrassata e imbruttita appositamente per questo film.
Totalmente calata nella parte, grazie anche alla passione e agli studi di Patty Jenkins, che hanno incluso anche interviste alla sua amica/amante Tyria Moore.
Il personaggio di quest’ultima, modificato nel nome e ringiovanito nell’età nel film, è interpretato da una bravissima Christina Ricci, che, alla fine, testimonierà contro Aileen, per paura di essere considerata complice degli omicidi.
Rimangono impressi nella mente gli sguardi delle due attrici durante il processo, come anche la drammatica conversazione telefonica nella quale Selby, imbeccata dalla polizia, riesce a far confessare ad Aileen i suoi delitti.

In conclusione, non una scena di questo film, per quanto sordida o triste o disperata, rimane inosservata, aprendo completamente, agli spettatori, il cuore di Aileen con tutti le sue illusioni mai soddisfatte. Non per giustificare i suoi omicidi, ma per mostrarli da un’altra ottica. Da dietro lo sguardo di una donna che voleva , per sua stessa ammissione, soltanto “essere amata”.
 

Roma, 31 Maggio  2004

 

Locandina del film

 

 

La scheda del film

 

 

Una scena del film

 

 

 

 

 

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