La Fontana delle Tartarughe

testo e foto  di Riccardo Zavatta

La Fontana delle Tartarughe una delle pi belle fontane di Roma e, forse, d'Europa.

E' situata in Piazza Mattei, nell'antico Ghetto ebraico. Il monumento facilmente raggiungibile sia dal Teatro di Marcello, passando per la bella Piazza Campitelli, che dal Largo di Torre Argentina, passando per il Vicolo di San Nicola de' Cesarini. In entramni i casi, la vista che si gode durante il tragitto superba: ad ogni angolo ci si presenta un vetusto palazzo, un vicoletto caratteristico, una delle tante "madonnelle" romane, una vecchia Chiesa! I ritmi della Roma moderna sono lontanissimi: tutto scorre a misura d'uomo. Sembra di essere tornati alla Roma dei film di Tot e Peppino, di Aldo Fabrizi, di Alberto Sordi e di Mastroianni. Nei pressi della fontana sbuca un gattone che si ferma a fissarmi con aria sorniona, l'aria di uno cha ha capito tutto della vita e s bene come godere appieno di ogni occasione gli si possa presentare!

La fontana un vero capolavoro. Fu disegnata su commissione della nobile famiglia Mattei, dal celebre Giacomo della Porta. La realizzazione fu affidata allo scultore Matteo Landini nel 1585. Lo sguardo subito attratto dai 4 efebi in bronzo poggianti ognuno su di un delfino posto sul bordo della grossa conchiglia sottostante. Ogni efebo sospinge nella piccola coppa superiore, di marmo africano, una tartarughina bronzea, come per aiutarla a bere. L'acqua che zampilla da un getto centrale posto alla sommit della fontana viene raccolta nel catino superiore e scende nella vasca posta alla base attraverso delle graziose testine di putto. Dalla bocca dei delfini l'acqua raggiunge le grosse valve marmoree.

Le tartarughe di bronzo, da cui la fontana prende il nome, furono aggiunte nel 1658 dal Bernini. Nel corso dei secoli le tartarughe sono state rubate e, fortunatamente, ritrovate diverse volte. Quelle che oggi si trovano nella fontana sono delle copie: gli originali sono custoditi in uno dei musei cittadini.

Inizialmente le figure degli efebi dovevano essere realizzate in marmo ma poi fu scelto il bronzo, abilmente lavorato dal Landini. I loro corpi sono tipici delle sculture Barocche, mentre gli occhi sbarrati, senza pupille, sono tipici del Manierismo. Questa ricca fontana segna il passaggio dal Rinascimento al Barocco.

Si rimane incantati alla sua vista: gli efebi e le tartarughe sembrano esseri vivi, intenti a giocare fra di loro in maniera spensierata. Anche i colori della piazza, ottimanente restaurata, aiutano a creare un'atmosfera particolare.


Roma,
13 Aprile  2003

 

 

  La Fontana delle Tartarughe

 

Particolare della fontana

 

Particolare del putto e della tartaruga

 

 

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