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LA FONTANA DELL'ACQUA PAOLA

testo di Riccardo Zavatta, foto di Riccardo Zavatta per Zeta Effe Immagine

 

Questa fontana è dai più conosciuta con il nome di fontanone del Gianicolo. Deve il suo nome a quello di Papa Paolo V Borghese (1605-1621) che ne affidò la costruzione al noto fontaniere Giovanni Fontana. Il Pontefice voleva una grandiosa mostra terminale per il suo acquedotto, una mostra elegante che ricordasse a tutti il nome e la grandezza di colui che aveva portato l'acqua fino a lì.

Il Fontana prese ispirazione dalla fontana del Mosè, costruendo però una mostra più elegante e slanciata. Il risultato di quasi quattro anni di lavori, dal 1608 al 1612, è un gran castello con cinque nicchioni, di cui i tre centrali più grandi, ornati da colonne provenienti dal Foro romano e dalla vecchia basilica di San Pietro (le quattro di granito rosso) che proprio in quel periodo veniva ricostruita da Carlo Maderno. Nei nicchioni trovano posto cinque grandi conche per la raccolta dell'acqua che fuoriesce da larghe bocche. In altro troviamo l'attico, sormontato da una nicchia ad arco con lo stemma dei Borghese, drago ed aquila, sorretto ai lati da due angeli scolpiti da Angelo Buzio nel 1610. Qui trova posto la maestosa iscrizione che ricorda Paolo V.

Fin da subito i romani iniziarono a sfottere l'Acqua Paola. Abituati com'erano alle acque ferruginose, acidule, solforose, sante ed acetose, non riuscivano a capire quest'acqua pura ed insapore che aveva la sola funzione di dissetare. Tant'è che ancora oggi per indicare qualcosa che non vale nulla, nella nostra città si è soliti adoperare l'espressione è come l'Acqua Paola.

Nei secoli sono state molte le avventure che hanno avuto come protagonista il nostro fontanone. Alla prova di uscita dell'acqua, questa venne fuori con una tale potenza da riuscire a rompere la balaustra di marmo e precipitare sulle case sottostanti facendo anche qualche ferito (all'epoca non c'erano nè l'attual piazza nè la vasca di raccolta). Il Pasquino di turno scrisse questi versi pungenti:

Il miracolo è fatto, o Padre Santo

Con l'acqua vostra, che vi piace tanto;

Ma sarebbe il portento assai più lieto

Se l'acqua la cangiaste in vin d'Orvieto.

Nel 1849, il comandante delle truppe francesi che stavano assediando Roma, fece togliere l'acqua alla città. Gli zuavi erano soliti andare a riposarsi denttro la grande vasca che era riparata dal sole dalla maestosa mostra. Al comandante arrivò una soffiata secondo la quale i patrioti stessero per utilizzare le condotte della fontana per poter prendere di sopresa la milizia francese proprio all'interno del loro quartier generale. In tutta fretta il comandante fece riaprire le condutture ed i suoi soldati addormentati si ritrovarono a mollo nella grande vasca trasformata in piscina. La notizia fece il giro della città rallegrando i romani che chissà con quali aneddoti avranno condito questo fatto!

La forma attuale della fontana e della piazza la dobbiamo a Papa Alessandro VIII Ottoboni (1689-1691) che fece costruire lo slargo antistante la fontana rafforzando il Gianicolo con solide mura e fece realizzare da Carlo Fontana la piscina emicircolare che è sicuramente l'elemento che dona maggiore spettacolarità all'insieme architettonico, già grandioso di per sè.

 


Roma, 25 Febbraio 2007

 

 

 

 

 

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