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LA FONTANA DELLA NAVICELLA

testo di Riccardo Zavatta, foto di Riccardo Zavatta per Zeta Effe Immagine

 

Una delle fontane più caratteristiche di Roma è senza dubbio la fontana della navicella, voluta da Leone X, De' Medici (1513-1521). La fontana è ubicata davanti alla Chiesa di Santa Maria in Domnica e da' il nome alla piazza, detta appunto piazza della navicella.

Gli archeologi ancora oggi discutono sul fatto che la nave marmorea possa essere oppure no un'originale di epoca romana. L'ipotesi più realistica è quella secondo cui la scultura sia stata rinvenuta nell'area che va dal Colosseo alla Chiesa di Santo Stefano Rotondo, zona in cui erano i castra peregrina, ossia i quartieri dei militari non romani che qui trovavano alloggio durante il loro soggiorno in attesa di ricevere un incarico definitivo. Anche i marinai della flotta di Capo Miseno trovavano alloggio in questo accampamento durante il loro servizio al Colosseo: erano addetti a manovrare il velarium, il grande tendone che copriva il Colosseo per riparare gli spettatori dal sole. La tradizione vuole che la navicella fosse un ex-voto marmoreo dedicato dai marinai alla Dea Iside (protettrice dei naviganti) che li aveva salvati da una tempesta.

La scultura marmorea fu collocata sopra un basamento di travertino ornato con gli stemmi papali. La fontana è alimentata dall'Acqua Felice che fuoriesce da un unico zampillo collocato al centro del ponte centrale e scende lungo le murate ed il basamento per arrivare infine nella vasca ovale di travertino.

Nel complesso si tratta di una fontana armoniosa che ben si inserisce nel complesso degli altri elementi architettonici della piazza. La sua fama è data sopratutto dall'importanza della navicella: unico ex-voto di questo tipo giunto fino a noi.

 

 


Roma, 30 Aprile 2007

 

 

 

 

 

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