Fragaria Vesca dal sapore antico...
di Eleonora Ferretti  foto di Riccardo Zavatta

 

Molti di noi, i quali abbiano avuto la possibilità di passare qualche giorno in montagna all’inizio della bella stagione, avranno sicuramente goduto durante le passeggiate nello spizzicare qua e là i deliziosi doni di madre natura.
Ed ecco infatti far capolino tra rovi e tronchi d’albero rosette di fragoline di bosco, con i loro invitanti frutti di un bel colore rosso acceso.
Fin dall’antichità infatti, la Fragaria Vesca (fragola di bosco), cresce spontanea tra i boschi e nelle radure di Alpi ed Appennini.
Il suo nome deriva dal latino: Fragus = fragrante (l’odore) e vescus = molle (il frutto).E’ una pianta erbacea perenne, della famiglia delle Rosacee, ha un rizoma cilindrico dal quale si sviluppano in superficie stoloni pelosi dotati di tre foglioline ovate e dentellate dal colore verde brillante. I fiori che compaiono solo dal secondo anno di vita della piantina hanno 5 petali e sono di color bianco. Il ricettacolo fiorale dopo essersi ingrossato e colorato di rosso (quello che noi chiamiamo comunemente fragola) porta sulla sua superficie piccoli acheni, vero frutto della pianta. Si moltiplica in loco grazie agli stoloni sotterranei, ma con il trucco del finto frutto cosi dolce ed odoroso da attirare gli animali selvatici che mangiandolo ne disperdono con le feci gli acheni su zolle di terreno distanti dalla pianta madre.
 

Questi frutti profumatissimi e succosi, erano notevolmente apprezzati anche sulle tavole degli antichi Romani. In una leggenda narrata da Ovidio frutti rossi a forma di cuore nacquero dalle lacrime che Venere versò per il suo amato Adone ucciso dal geloso Marte.
Sono il simbolo della stima ed dell’amore nel linguaggio dei fiori, i sentimenti a cui faceva riferimento Otello nel regalare a Desdemona il fazzoletto con sopra ricamate delle fragole.
Nel Medio Evo per la cultura cristiana, la fragola, con il colore del suo succo così simile a quello del sangue, divenne il simbolo iconografico della sofferenza dei Martiri. Invece nella tradizione popolare era oggetto di virtù magiche.
Nell’era moderna i frutti di questa pianta sono il simbolo della primavera, come la luce che torna ad indicare la fine dell’inverno.

Dunque una pianta che si è saputa far apprezzare per le sue molteplici qualità, tanto da essere coltivata non soltanto per il suo valore gastronomico, ma anche per l’alto valore nutrizionale e medicinale: i frutti sono infatti ricchi di sali minerali, di ferro, di fosforo, e di calcio; il rizoma ha proprietà diuretiche ed antinfiammatorie.
In Europa si sono sempre coltivate specie selvatiche autoctone fino al XVII secolo quando dal Nuovo Continente vennero introdotte piante utilizzate per produrre ibridi alle quali appartengono tutte le cultivar attualmente diffuse.

A livello mondiale i maggiori produttori di fragole sono: gli Stati Uniti, la Polonia, il Giappone, la Spagna, l’Italia, la Russia e la Corea; per un valore che si avvicina ai 3 milioni di tonnellate.
In Italia la produzione si estende su circa 6.000 ettari di terreno dislocati da Nord a Sud tra: Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Basilicata per una produzione superiore alle 130.000 tonnellate.
Il vero Boom economico per i fragolicoltori italiani fu negli anni ’50. Ma dopo aver raggiunto i più alti livelli, la produzione iniziò a calare causa degli alti costi di manodopera per la raccolta.

Dalla mia esperienza posso solo che consigliarvi di predisporre un posto, in giardino o terrazzo che abbiate, alla coltivazione di una o più piante di fragole. Non occorre troppo spazio, ai piedi di un albero in giardino, o in vasi sospesi alle pareti, si possono reperire sul mercato piantine gia in produzione o semi di fragole o fragoline da piantare in un terreno fresco, fertile e ben drenato. Potrete cosi gustare i genuini frutti da Marzo a Giugno, epoca di raccolta e periodo coincidente con la presenza sul mercato dei frutti.
 

Roma, 15 Giugno   2003

 

 Fragoline di bosco appena colte.

 

Una bella fragolina rossa!

 

Le fragole ed i prodotti derivati...

 

Una fragolina in natura.

 

 

 

 

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