La Mimosa: Un omaggio alle donne
di Eleonora Ferretti

(già pubblicato sul quotidiano on-line MOMENTO SERA)

 La Mimosa in Italia è diventata in occasione della festività  dell’ 8 Marzo il fiore simbolo della donna. Fece la sua prima comparsa in Europa a Parigi nella prima metà dell’ottocento con un esemplare proveniente dall’America.

 Le zone dal clima temperato del Vecchio Continente hanno permesso la diffusione di questa pianta che ha saputo farsi apprezzare nel corso degli anni per la sua fioritura a cascata gialla che avviene da fine gennaio ai  primi di marzo. Nella nostra bell’Italia la Mimosa prospera rigogliosa in folti boschetti sulla Riviera Ligure, sul Lago Maggiore e lungo le coste Centro Meridionali. In Francia sulla Costa Azzurra e nella zona a Nord Ovest di Cannes.

Ma intendiamoci! L’albero che noi chiamiamo comunemente Mimosa è in realtà un’ Acacia dealbata appartenente alla famiglia delle Leguminose-mimosacee. Arbusto sempreverde originario delle zone tropicali, a causa del suo rapido sviluppo è una pianta poco longeva e fin dall’antichità conosciuta come pianta dal carattere  prepotente.

Per gli Egizi l’Acacia era il simbolo della vitalità in quanto unico albero in grado di vivere nel deserto. Con il suo legno si costruivano i sarcofagi dei faraoni, i battelli da carico e le armi. Faceva ombra nei giardini dei fedeli di Osiride: nel mito osirideo una gigante pianta di Acacia con le sue fronde nascose, proteggendola, la bara del Dio quando giunse presso Biblos, trasportata dalle acque del Nilo.

“Farai delle aste di legno di acacia e le rivestirai d’oro...(EsodoXXV,13-16). Per gli Ebrei era stata costruita, in legno di Acacia e ricoperta d’oro, l’Arca dell’Alleanza nella quale venivano conservate le Tavole della Legge.
I suoi fiori sono piccoli, sferici radunati a mazzetti con capolini globosi di color giallo oro. Dai quali si estrae l’essenza profumata più antica fra le sostanze odorose.

Le foglie bipennate, sono composte da numerosissime foglioline ovali di color verde chiaro. In caso di pericolo le foglie di questo genere di piante, hanno sviluppato una singolare tecnica di difesa che consiste nel richiudersi su se stesse quando vengono sfiorate. Evidentemente legato a stimoli sensorii, il meccanismo di questa mobilità  è sconosciuto, ma riconducibile ai cuscinetti collocati alla base delle foglie. La reazione è più immediata in pieno giorno quando la temperatura supera i 20°C. Per questo atteggiamento prese il nome scientifico dal vocabolo latino, mimus=mimo (Mimosa).

I rami giovani sono schizzati di bianco-argento. Nei paesi d’origine: Sud America, Africa, Asia e Australia dove viene considerato il fiore nazionale, l’albero della Mimosa si sviluppa in altezza raggiungendo i 30 metri, mentre nel nostro continente non supera i 10 metri d’altezza.

Possiede un forte e sviluppato apparato radicale, tanto che, alcune specie vengono usate per trattenere terreni. Vuole terra comune, permeabile e ben concimata.

Di uso strettamente ornamentale la Mimosa teme le gelate ed il vento troppo forte. Si coltiva in terra piena ma anche in vaso, l’importante è che sia ubicata in pieno sole. Si può potare ad albero o a cespuglio. Consiglio a chi ha una mimosa giovane di potarla a corto nei primi tre anni di vita e poi ogni anno dopo la fioritura.

Si moltiplica per talea legnosa o per seme in primavera, ma ricordiamoci di preparare i semi mettendoli in acqua calda 48 ore prima della  semina.

Roma, 9 Marzo 2003

 

 

 

 

"...all’ora morta nessuno passa
laggiù nella strada polverosa,
un profumo stremato di mimosa
langue nell’aria, tanto tanto dolce."

     K.Mansfield

 

Ramo di Mimosa (particolare)

 

 

 

 

 

Ramo di mimosa

 

 

 

 

 

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