Il ROSETO DEL COMUNE DI ROMA
di Eleonora Ferretti - Foto di Riccardo Zavatta

 

 Considerato uno dei più bei Roseti al mondo, incastonato tra i ruderi del Palatino ed il Circo Massimo, il Roseto comunale di Roma, si estende su di una superficie di 10.000 metri quadrati circa.

Nasce intorno agli anni 50, su di un’area che ospitò dal 1645 il Cimitero della Comunità Ebraica di Roma, dall’esigenza di sostituire il primo Roseto di Roma, istallato a Colle Oppio perché gravemente danneggiato durante la guerra.

Quando nel 1934 con il nuovo piano regolatore si decise di trasferire il vecchio cimitero in un settore del Campo Verano, l’area venne adibita a verde pubblico, ma negli anni successivi venne trascurata e dimenticata a causa del conflitto mondiale.
Tornò ad essere oggetto d’interesse intorno agli anni ‘50 quando il Comune di Roma chiese alla Comunità Ebraica la concessione di istallarci il nuovo Roseto Comunale della città.

La proposta venne accolta, e a memoria del luogo e a sottolineare il forte legame con la Comunità Ebraica romana, venne istallato all’ingresso una stele, e il disegno architettonico dei viali venne progettato e realizzato a formare il “Menorah”.

Per capire meglio la struttura del Roseto non dobbiamo dimenticare le modifiche fatte al luogo tra il 1932 ed il 1950: in quegli anni venne costruita la strada parallela al Circo Massimo, via del Circo Massimo, e l’attuale via di Valle Murcia che divise l’area in due parti.

Dunque il roseto ci si presenta diviso in due settori: quello più grande ospita una tra le più ricche e pregiate collezioni di rose antiche, botaniche e moderne; l’altro settore ospita ogni anno il Concorso Internazionale “Premio Roma”, una prestigiosa manifestazione che si svolge nel mese di maggio.

In questo periodo dell’anno è veramente un piacere passeggiare all’interno del roseto e godere dell’abbondante fioritura che le centinaia di rose pregiate ci regalano. Ogni esemplare è munito di cartellino con le indicazioni relative alla sua storia. Alcune ne hanno di veramente particolari come Gioia di Meilland, che, per essere salvata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, fu spedita in America su di un sottomarino.

Molto particolari sono le spine della Rosa Omiensis Pteracantha: di un bel colore rosso acceso ricordano le ali di un uccello.

Le rose  inglesi di David Austin ci fanno venire in mente bei fiori di camelia.


Non perdetevi questo spettacolo di cui vi diamo un assaggio nelle fotografie scattate a metà maggio!


 

 

 

Roma, 1 Giugno 2003

 

 

Sito Ufficiale

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 Rosa Atlas (Delbard 1966)

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 Rosa Carte d'Or (Meilland 2000)

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Rosa Sir Walther Raleigh (David Austin 1985)

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Rosa Omiensis Pteracantha

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Rosa Gioia (Meilland 1945)

 

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