E' tempo di cipolle!
di Eleonora Ferretti

Dal bulbo piatto o tondo, dal color bianco, rosso o dorato, da serbo o per un consumo fresco, la cipolla viene considerata uno degli ortaggi più importanti nella cucina mediterranea.

Coltivata da tempo immemorabile, tanto che le prime notizie sulla sua coltivazione si hanno in Persia 5.000 anni fa, veniva scambiata tra i mercanti dell’Asia occidentale come merce pregiata.
Nel 3.200 a.C. era il pasto di sussistenza degli operai e dei soldati egizi, poiché ne ricevevano nel proprio salario quotidiano (da un curioso conteggio fatto, si deduce che per la costruzione della Grande Piramide di Giza, in un arco di 6 mesi, ci sarebbe stato un rifornimento alimentare di 1.800 tonnellate di cipolle per fronteggiare il pagamento degli operai impegnati nell’opera).
Dagli Egizi ai Greci, dai Greci ai Romani. Qui grazie ai consigli di Plinio il Vecchio, il quale gli attribuiva preziose virtù terapeutiche, se ne consumavano in abbondanza sia cotte che crude. Durante il Medio Evo la sua popolarità non diminuì affatto, tanto da arrivare nel mondo moderno selezionate in numerose varietà diversificate tra di loro per l’utilizzo finale.

Il suo nome deriva dal latino cepulam (cupola) per come si presenta la sua forma una volta adulta. È una pianta erbacea che appartiene al genere Allium, della famiglia delle Liliacee, ha un ciclo produttivo annuale, è un bulbo da forma dimensione e colore molto variabili. Le foglie sono cilindriche, vuote dentro ed appuntite che partono da un bulbo più o meno tondeggiante formato da tuniche carnose rivestite esternamente da una sottile membrana cartacea.

La differenza sostanziale tra le diverse varietà consiste nell’epoca di raccolta. Dunque ci troviamo di fronte a cipolle primaverilli – estive, oppure a quelle autunnali – invernali.

Sul mercato italiano le cipolle più pregiate sono : le rosse di Tropea, le gialle di Napoli, le bianche di Cannara.


Curiosità

Si narra in una vecchia leggenda popolare che....
......la mamma di San Pietro era una donna avara e molto ambiziosa. In ogni occasione, spronava suo figlio a mettersi in mostra su gli altri apostoli, e del bene durante la sua vita non ne aveva mai fatto, tranne che regalare una vecchia cipolla ad un mendicante. Chiaramente troppo poco per meritarsi dopo la morte il Paradiso.
Il buon San Pietro cercò di intercedere per lei, ed il giorno della sua festa, un 29 giugno, un Angelo fu inviato in aiuto della donna.
L’Angelo porse alla madre di San. Pietro una cipolla come ancora per poter essere tirata via dal Inferno.
La donna non se lo fece ripetere due volte, afferrò l’inaspettato aiuto iniziando ad arrampicarsi.
Ma si accorse che anche altri dannati facevano lo stesso, cosi che la sua invidia esplose, con urla che reclamavano la proprietà della cipolla simbolo della grazia, e con inconsulti movimenti per far cadere gli sgraditi compagni. Si mosse tanto da iniziare a dondolare, il dondolio sempre più forte provocò la rottura della cipolla e l’inevitabile caduta di tutti nel luogo di penitenza.
È cosi ogni 29 giugno la donna ricordandosi dell’accaduto si irrita tanto che scaglia fulmini e tuoni per rovinare a tutti il giorno di festa.


Roma, 11 Ottobre 2004

 

 

 

 

 

Una bella cipolla

 

 

 

Cipolle rosse

 

 

 

Cipolle bianche

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