L'ABBAZIA DI SAN NILO E LA SUA BIBLIOTECA
testo e foto di Gianluca MILIGI


La comunità di fedeli creata da San Nilo di Rossano trovò ricovero inizialmente tra i ruderi di una grande villa romana, sui colli di Tuscolo. Si insediò nel corpo centrale dell’edificio, quello che fu probabilmente il criptoportico della villa, in un ambiente (già sepolcro di epoca repubblicana, poi consacrato al culto cristiano) coperto da volte a crociera. Esso presentava una serie di finestre con grate di ferro e fu quindi denominato Crypta ferrata: da qui il nome del luogo dove si trovava, Grottaferrata, cittadina che fa parte dei Castelli Romani.

Poco prima della morte dell’abate (archimandrita) iniziarono i lavori di costruzione della chiesa dedicata alla Madonna, secondo lo stile romanico, e dell’annesso monastero. Il complesso è circondato da mura difensive e massicci torrioni – il Castello Roveriano -, edificati sul finire del secolo XV per volere dal cardinale commendatario Giuliano Della Rovere.

Quest’anno ricorre una data storica per l’ Abbazia, nota appunto anche come Monastero Esarchico di Santa Maria: il millenario della fondazione (1004). L’antica chiesa è di rito bizantino, e la sua origine risale a cinquant’anni prima del cosiddetto Scisma d’Oriente, 1054, ossia della divisione tra la Chiesa di Roma e la Chiesa di Bisanzio. Essa rappresenta un importante punto d’incontro tra il cristianesimo cattolico dell’Occidente latino e quello ortodosso dell’Oriente greco. La spiritualità bizantina si caratterizza per la pratica continua della preghiera, secondo l’ammaestramento paolino: «Gioite in ogni tempo; pregate ininterrottamente; in ogni cosa rendete grazie». Il monastero di Grottaferrata è l’unico superstite della fioritura nell’alto Medioevo, a Roma e dintorni, di comunità monastiche orientali di rito bizantino.

Di notevole valore dal punto di vista artistico sono, all’esterno, il portico di Giuliano da Sangallo, i vari mosaici bizantini, in particolare quello posto sul portale della Chiesa; all’interno, il fonte battesimale e l’Iconostasi marmorea della scuola del Bernini.

BIBLIOTECA

Fin dalle sue origini nel cenobio fondato da San Nilo si esercitava con grande perizia l’arte della calligrafia, la copia dei manoscritti e la produzione di codici miniati. Lo scriptorium criptense, il cui stile è caratteristico nell’ambito della scuola paleografica italo-greca, ha realizzato nei secoli un gran numero di codici di genere sacro e profano. Molti di essi finirono per essere acquisiti dalla Biblioteca Vaticana e dalla Biblioteca Angelica, ma altri furono acquistati; l’attività di produzione di manoscritti conobbe nuova e intensa attività dalla seconda metà del XVI secolo.

L’Abbazia di San Nilo possiede una pregevole e ampia biblioteca (con l’intero edificio, appartiene, dal 1873, allo Stato Italiano): si contano circa 500 manoscritti greci, altrettanti latini, centinaia di incunaboli, cinquecentine e 50.000 libri a stampa. Esiste anche una biblioteca privata della comunità monastica, che annovera circa 20.000 volumi.

Molto importante è il “Laboratorio di Restauro del Libro”, centro specializzato nella tecnica di conservazione di manoscritti e libri antichi, fondato nel 1931. Esso fornì un’opera decisiva per il recupero di moltissimi volumi danneggiati a Firenze dall’alluvione del ’66. Il Laboratorio può fregiarsi del restauro di opere preziose, tra cui spicca il famoso Codice Atlantico di Leonardo da Vinci.

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Tra le curiosità riguardanti l’Abbazia, si segnala che essa, con la sua biblioteca, è uno dei luoghi principali in cui è ambientato il romanzo-thriller Palladion di Valerio Massimo Manfredi (tra l’altro, si narra di un codice di Polibio ricostruito in un suo passo misteriosamente mancante).

Nell’ambito delle celebrazioni del millenario dell’Abbazia, si terrà dal 23 al 26 settembre il Convegno Internazionale "Il monachesimo d’Oriente e d’Occidente nel passaggio dal I al II millennio cristiano: persone, istituzioni, rapporti spirituali".

Le celebrazioni religiose, “Solennità di San Nilo”, si terranno il 25 e il 26 settembre.


Per chi desidera approfondire le proprie conoscenze, si consiglia:
Luigi Devoti, Grottaferrata porta d’Oriente, Edizioni Comitato per il Millenario, 2003.


Roma, 20 Settembre  2004
 

  


Cartellone per il Millenario

 

 

La facciata dell'Abbazia

 

 

Il chiostro

 

 

Un mosaico

 

 

L'esterno del complesso

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